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I vantaggi per chi si abbona online a Speak Up sono numerosi:

 

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1) prezzo bloccato per tutta la durata dell'abbonamento a Speak Up;

2) ogni numero di viene recapitato a casa tua nella cassetta della posta;

3) non perderai nemmeno un numero della rivista e nel caso non andasse in stampa per qualunque motivo si prolungherebbe l'abbonamento;

4) in caso tu voglia disdire avrai il rimborso totale dei numeni non ricevuti;

5) puoi pagare l'abbonamento a Speak Up comodamente con carta di credito, Paypal o bollettini.

 

Il mensile è disponibile in tre diverse modalità: in versione cartacea, tramite app per smartphone e tablet e infine online sul sito ufficiale, fruibile da computer. Ai docenti è data la possibilità di sottoscrizione dell’abbonamento alla rivista in versione cartacea usando la carta del docente.

 

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Speak Up rivista

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Per chi non conoscesse Speak Up, si tratta di una rivista edita da My Way Media S.r.l., utile a tutti coloro che hanno bisogno di imparare la lingua inglese. Sin dalla prima pubblicazione, in allegato alla rivista veniva venduta anche un'audiocassetta oggi sostituita con il moderno CD.

Il successo di questo giornale è dipeso dal suo modo tutto rivoluzionario di insegnare la lingua straniera, di inculcare allo studente un lessico ideale per un dialogo parlato a Londra, distaccandosi del tutto dalle regole grammaticali di solito impartite a scuola.

 

Speak Up storia

I primi ad innamorarsi della rivista mensile Speak Up furono i giovani dell’epoca, spinti un po' dai genitori e un po' dai professori a cui premeva che avessero un nuovo approccio alla lingua straniera. Piacevolmente sorpresi da come il giornale fosse strutturato, e dal fatto di poter apprendere la lingua anche ascoltando la cassetta nel proprio walkman, le giovani generazioni di allora scoprirono il gusto di imparare l’inglese senza doversi sottomettere alle rigide regole della scuola.

Si trattava di un apprendimento basato sulla lettura divertente di articoli pubblicati da testate internazionali su temi di attualità, viaggi e spettacolo, magari riguardanti personaggi pubblici interessanti o eventi cui tutti avremmo desiderato partecipare.

Anzi, gli articoli spaziano da tematiche più generali e frivole, ad argomenti più legati al lavoro o all’economia. In questo modo il contenuto della rivista diventa perfetto sia per i più giovani che per gli adulti che hanno bisogno di perfezionare le loro conoscenze linguistiche.

In assenza di internet allora, non esistevano infatti canali mediatici, o le piattaforme social di oggi, in grado di creare una fitta rete informativa come quella dei giorni nostri. Per cui la lettura di quegli articoli stranieri incuriosiva molto i più perspicaci, ancor più quando nell’inserto trovavano le interviste originali di personaggi famosi, magari ospiti di programmi radiofonici.

 

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Che inglese propone la rivista

Così come ai suoi albori, ancora oggi Speak Up propone l’inglese nella versione parlata tra le strade londinesi, americane o addirittura australiane. Chi vuole imparare non deve infatti fare i conti con quella pronuncia scolastica tipica dei docenti, bensì con il parlato di tutti i giorni, capace di migliorare il dialogo durante vacanze o viaggi studi in territori stranieri, senza perder l’estro a studiare le regole teoriche.

Furono proprio questi nuovi modi di scolarizzare i giovani, che resero celebre la rivista sin dai primi mesi di pubblicazione. Una formula innovativa in grado di abbinare regole grammaticali e vocaboli in un modo più curioso rispetto ai classici libri di testo.

Inserendo quella cassetta nella radio o nel walkman, si permetteva ai ragazzi di imparare ovunque si trovassero l’inglese, e soprattutto consentiva di riascoltare fino allo svenimento la pronuncia così da poter perfezionare la propria.

 

I cambiamenti dal 2003

Innovandosi con i nuovi strumenti tecnologici, a partire dal 2003 la cassetta è stata sostituita dal compact disc, con un miglioramento anche dell’audio proposto. È stato così che Speak Up ha mantenuto la propria lunghezza d’onda, rimanendo una rivista accattivante per le generazioni diverse di giovani.

A volte viene proposta anche accompagnata da libri di esercizi o brevi dizionari, pensati per chi ora si muove molto più facilmente e per le motivazioni più diverse, dal turismo, allo studio al lavoro.

Dal giorno del suo primo lancio fino ad oggi, Speak Up detiene il suo primato come punto di riferimento per tutti coloro che vogliono imparare e approfondire la conoscenza della lingua inglese, rapidamente e senza studiare sui libri.

 

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I contenuti della rivista

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Come anticipato la rivista Speak Up piace perché al suo interno tocca argomenti appartenenti alla cultura anglosassone senza mai dare una spiegazione sulla grammatica inglese. Chi si approccia a questo nuovo strumento di apprendimento quindi, può imparare parole nuove e strutture diverse, in particolare attraverso gli approfondimenti linguistici che accompagnano gli articoli e correggere la pronuncia ascoltando la registrazione dei testi.

Nel CD sono presenti versioni audio degli articoli letti da speaker madrelingua, con un accento britannico o statunitense, che consentono di imparare a distinguere le due varianti. Inoltre, tutti i mesi con la rivista viene dato in dotazione anche il ‘Work It Out’, un utile eserciziario che serve ad accrescere il proprio lessico e migliorare la comprensione dei testi.

 

Speak up per i docenti

È talmente particolare la struttura e la modalità di insegnamento della rivista, che spesso viene impiegata anche dai docenti di lingua inglese. Questi ultimi si servono del giovanile per comporre compiti in classe per i loro studenti, prendendo spunto dagli articoli inseriti.

I testi riportano sempre il livello di competenza linguistica (da A1 a C2) del quadro di riferimento del Consiglio d’Europa. Inoltre, i docenti possono costituirsi un proprio materiale didattico attraverso il download degli ‘Speak Up in Class’, pratici fogli di esercizi con diverse attività su quattro diversi articoli.

 

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